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"Situations" Leo Records 2018

 

MusicZoom Italy March 2018

Avevamo ascoltato il pianista russo Simon Nabatov e Gareth Lubbe alla viola in un duo sulla stessa casa discografica, a loro ora si aggiunge il violoncellista inglese Ben Davis per un trio registrato, come per quasi tutte le produzioni del pianista, al Loft di Colonia in Germania. Le composizioni sono di Nabatov, che ha scelto due musicisti per questo nuovo trio in grado di seguire le sue idee, di leggere le sue complesse partiture ma anche di improvvisare nel linguaggio delle avanguardie degli ultimi decenni. Si parte con Unfold-fold, un brano dall’andamento lento, in cui le atmosfere liriche colpiscono per il modo in cui distillano quelle che sono le emozioni degli esecutori. Un approccio originale nei confronti della tradizione, come conosciamo da parte del pianista russo ormai residente in Germania. Poi le atmosfere si trasformano in un crescendo coinvolgente e gli archi all’unisono tirano fuori delle melodie accattivanti. Reverie è introdotta dal solo violoncello, il dialogo con il pianoforte arriva puntuale, ricco di situazioni inaspettate, al di là di quello che ci si aspetta da un gruppo del genere. Stern Looks parte subito con un andamento movimentato, con il piano e gli archi a spronarsi durante l’esecuzione del tema, in seguito la musica acquista una calma inaspettata, dialoghi eterei, sottili, in punta di piedi, ma con una tensione sotto la superfice che attira l’attenzione dell’ascoltatore, fino a che il tema non irrompe di nuovo con forza. È un’inquietudine insolita quella che scorre qui, mentre Ben Davis estrae nuovi suoni dal suo strumento. Sono quasi nove minuti di invenzioni, in un disco notevole qui la creatività del pianista e compositore raggiunge i vertici. Più “mainstream” Sunrise Twice, un brano di Nabatov già registrato su altre due sue incisioni, in quintetto su Roundup ed in solo su Monk ‘n’ More. Si chiude il disco con Temper Issues che vede esplosioni di energia in mezzo alla calma ed il lungo Meta Morph, con veloci folate di note degli archi, a mostrare il loro lato più virtuoso.

Vittorio Lo Conte